La posta del cuore

Cuore e menopausa

È vero che con la menopausa aumenta, per le donne, il rischio di malattie cardiovascolari ed infarto? Cosa bisogna fare per “proteggersi”? Consiglia degli esami di screening periodici?


Risponde

Dr. Michele Lombardo, Direttore dell’Unità Operativa di Cardiologia – Ospedale San Giuseppe – MultiMedica

Gentile signora,

La sua lettera pone l’accento su una problematica di largo interesse, che per molti anni è stata ampiamente dibattuta nel mondo medico e solo di recente sembra aver trovato un accordo definitivo. A seguito di tutta una serie di studi epidemiologici, sappiamo con certezza che nella donna in menopausa l’incidenza d’infarto cardiaco e di ictus cerebrale è aumentata rispetto all’uomo. Le ragioni di questa diversità sono dovute, in particolare, al venir meno con l’età della protezione che gli ormoni estrogeni esercitano sul sistema circolatorio della donna, in aggiunta all’azione dannosa prodotta negli anni dai tradizionali fattori di rischio cardiovascolare.

Lei domanda: come è possibile ridurre il rischio cardiovascolare nella donna in menopausa ?

Sappiamo che la progressione della malattia aterosclerotica, alla base del danno arterioso, è il risultato di tutta una serie di fattori, a loro volta modulati dall’ereditarietà. Tra questi, l’aumento del colesterolo, il diabete, l’ipertensione, il fumo, l’obesità, la sedentarietà. Se si vuole ridurre il rischio di eventi cardiovascolari, nella donna in menopausa come nell’uomo, occorre eseguire un esame del sangue di base ed una visita completa presso il proprio Medico. Questi valuterà il livello di rischio individuato nel singolo caso e, se necessario, consiglierà il trattamento farmacologico più indicato, assieme all’adozione di un corretto stile di vita (non fumare, ridurre gli alcoolici, correggere il sovrappeso, aumentare l’attività aerobica regolare).

Infine, la buona notizia per le donne è che, alla luce di una lunghissima serie di studi clinici controllati, è stato definitivamente assodato che nella menopausa, a partire dai 45 anni e prima dei 60, la terapia sostitutiva con estradiolo, progesterone naturale o diidrogesterone, non solo è in grado di alleviare significativamente i sintomi soggettivi (le vampate), ma, soprattutto, può ridurre la mortalità cardiovascolare.