Mamma e bambino

Un percorso di gruppo di Rilassamento Muscolare Progressivo (RMP)

La gravidanza, generalmente, si associa ad una progettualità generativa alimentata da aspettative e sentimenti positivi. Per la donna, tuttavia, rappresenta un passaggio evolutivo critico e significativo in cui avvengono profondi e complessi cambiamenti su molteplici piani: fisiologico, corporeo, psicologico, relazionale e sociale, che richiedono un notevole adattamento.

In questo senso, si può considerare la gravidanza un evento di vita stressante che spesso induce nella donna in attesa ansia, timori, preoccupazioni e dubbi (ad esempio, rispetto alla propria capacità di assumere il ruolo di madre e di svolgerlo con competenza e responsabilità, stabilendo un legame di protezione, cura e fiducia con il proprio figlio e accudendolo quotidianamente con amorevolezza materna), nonché uno stato di malessere legato ai disturbi fisici minori che più comunemente si manifestano in gravidanza (come affaticamento, pesantezza alle gambe, tensione addominale, lombalgia e cervicalgia con contrattura muscolare del collo).

È importante sottolineare come la gravidanza sia vissuta in maniera unica ed irripetibile da ciascuna donna sulla base della propria soggettività. Questo concetto rimanda al tema della complessità della persona, che può essere considerata il risultato dell’interazione tra il proprio assetto genetico/biologico, psicologico e il contesto di vita più ampio in cui è inserita. In quest’ottica, alcune donne, rispetto ad altre, in base alla propria soggettività potranno vivere la gravidanza come fonte maggiore di stress, con il rischio che possa cronicizzarsi con conseguenti ripercussioni negative a livello psicofisico.

Studi condotti sullo sviluppo fetale, dimostrano che, a partire dalla vita intrauterina, il bambino è sensibile agli stimoli che riceve dal corpo della madre, con la quale sembra interagire a partire dal secondo trimestre di gravidanza: avviene uno scambio relazionale interattivo tra lo stato della madre e quello del bambino attraverso il quale comincia ad instaurarsi il legame tra la diade madre-bambino che, essendo percepito nei suoi movimenti fetali, segnala la sua presenza alla madre aiutandola a costruirsi un’immagine mentale del proprio figlio.

Ciò supporta l’importanza di favorire l’acquisizione di strumenti che possano facilitare la gestione dei livelli percepiti di stress da parte della neomamma, con beneficio per se stessa, per la diade madre-figlio e, indirettamente, per la dimensione di coppia. A questo proposito, la letteratura scientifica sostiene l’impiego della tecnica psicocorporea di Rilassamento Muscolare Progressivo (RMP), poiché costituisce uno strumento semplice ed agile per la gestione dello stress ed incentiva il benessere psicofisico, contribuendo ad alleviare i disturbi fisici minori connessi alla gravidanza, a migliorare la pressione sanguigna, i parametri polmonari e il battito cardiaco, ad attenuare le emozioni negative e diminuire la percezione di stress ed ansia.

Nello specifico, il RMP si fonda su principi psicofisiologici, che connettono corpo e mente: la persona nell’interagire con l’ambiente è coinvolta in maniera globale, poiché nel rispondere a stimoli esterni ed interni entrano in gioco complesse interazioni tra il sistema nervoso, endocrino (ormonale) e muscolare. Un periodo di maggiore sollecitazione, come può essere la gravidanza e la maternità, può determinare reazioni neuromuscolari smisurate con un accumulo di tensione nei muscoli che permane anche a riposo: imparando a ridurre la tensione residua accumulata nei muscoli, attraverso semplici esercizi che coinvolgono gradualmente tutto il corpo, è possibile ottenere un rilassamento profondo a livello corporeo e, per un effetto a cascata, a livello psichico.

Sulla base di questi dati, il Dipartimento Materno Infantile dell’Ospedale San Giuseppe ha ideato un percorso di gruppo specificatamente pensato per le donne al secondo trimestre di gravidanza per favorire l’apprendimento della tecnica Rilassamento Muscolare Progressivo (RMP) che, come abbiamo visto, consente di raggiungere uno stato di rilassamento globale-psicosomatico. La tecnica una volta appresa all’interno del contesto di gruppo, che vuole incentivare lo sviluppo di una dinamica relazionale di scambio e supporto reciproco tra le partecipanti anche al di fuori dell’ambito del corso, successivamente potrà essere praticata in autonomia secondo le proprie esigenze in qualunque momento pre – e post – partum.

Anche il periodo post – partum rappresenta, infatti, un momento delicato: la maternità è un’esperienza meravigliosa e al contempo faticosa, che può associarsi a stanchezza, sentimenti di smarrimento, tristezza e solitudine. Nel contesto della società occidentale attuale ciò può intensificarsi in ragione dell’assenza di una comunità attiva e partecipe nel sostegno della neomamma dopo la nascita del figlio (ad esempio, la mamma può trovarsi sola nell’accudire il bambino, in quanto i nonni possono essere ancora lavoratori). Avere a disposizione uno strumento che possa aiutare la madre a ritrovare uno spazio per sé, limitato nel tempo ma esclusivo, e uno stato di rilassamento globale può essere un piccolo ma prezioso contributo al mantenimento del proprio benessere e, indirettamente, di coloro che vivono a stretto contatto con essa.

Giuditta Ceriani, Psicologa, Gruppo MultiMedica