fbpx
La posta del cuore

La Terapia Ormonale Sostitutiva aiuta a prevenire le malattie cardiovascolari?

Buongiorno dottore, la terapia ormonale sostitutiva aiuta a prevenire le malattie cardiovascolari?

Risponde

Dr. Michele Lombardo, Direttore dell’Unità di Cardiologia dell’Ospedale San Giuseppe

Gent.ma,
la terapia estro-progestinica nelle donne in menopausa si basa sull’osservazione che l’età fertile conferisce al sesso femminile un certo grado di protezione dalle complicanze cardio-vascolari, rispetto al sesso maschile. Vari Studi controllati sono stati programmati per verificare se la terapia estro-progestinica potesse ridurre gli eventi ischemici, cardiaci e vascolari, nell’età menopausale, senza aumentare il rischio di tumori mammari o uterini.

Se lo Studio “Million Women Study”, aveva sollevato timori su un possibile aumento del rischio neoplastico nelle donne sottoposte al trattamento ormonale sostitutivo,  il recente Studio “Family Planning and Reproductive Health”, che ha randomizzato 2 gruppi di donne con menopausa recente (504 trattate con terapia estro-progestinica, 502 no), ha dimostrato che la terapia ormonale somministrata per 10 anni riduceva il tasso di morte, insufficienza cardiaca e infarto, senza aumentare il rischio di cancro, trombosi venosa profonda o ictus. Nel gruppo di controllo sono decedute o hanno presentato un evento cardio-vascolare 33 donne, rispetto alle 16 donne del gruppo trattato con la terapia ormonale sostitutiva. La terapia risultava sicura ed efficace, anche alla luce di un ulteriore periodo di osservazione di 6 anni, successivo alla sospensione della terapia estro-progestinica.

Come tradurre queste osservazioni nella vita reale? Per evitare 11 decessi per malattie cardiache o vascolari, occorrerebbe trattate per 10 anni oltre 500 donne in menopausa. Ognuno può valutare quale valore attribuire a questo dato. Tuttavia, non va dimenticata la primaria importanza della correzione dei fattori di rischio cardio-vascolare (fumo, diabete, obesità, ipertensione, ipercolesterolemia) che, anche e soprattutto nelle donne in menopausa, aumentano il rischio di andare incontro ad eventi avversi, quali infarto, ictus, scompenso cardiaco.