Alimentazione

“Latti” vegetali: toccasana o moda del momento?

Il consumo di latte inizia quando le popolazioni primitive cominciano a dedicarsi alla pastorizia, ma il boom di tale consumo si ha con l’introduzione della pastorizzazione (XIX secolo). Attualmente è la bevanda più consumata in diverse fasce d’età e popolazioni.

Il 90 % del latte consumato dall’uomo occidentale è di derivazione vaccina (proveniente dalla mucca), segue il latte ovino (pecora), caprino (capra), bufalino (bufala). Le sue caratteristiche nutrizionali variano in funzione dello stadio di lattazione, della stagione e della dieta dell’animale. L’acqua è sempre la componente principale, più abbondante nelle specie in cui vivono all’aperto. A seconda della specie considerata, varia soprattutto la percentuale di grasso, le proteine e i lipidi sono più concentrati nelle specie che allattano solo una volta al giorno. Le proteine e l’energia disponibile variano in funzione della rapidità di accrescimento dei piccoli.

Il latte vaccino rappresenta un alimento completo, soprattutto dal punto di vista proteico, poiché ricco di amminoacidi essenziali, in particolare di lisina. Tra gli zuccheri del latte, il lattosio favorisce l’assorbimento intestinale del calcio, stimola la crescita del microbiota intestinale, il galattosio, fondamentale per le cellule nervose. Inoltre, il latte è noto per l’alto quantitativo di calcio fondamentale per la costruzione della matrice ossea, coinvolto nella contrazione muscolare e nella trasmissione degli impulsi nervosi. Per queste sue caratteristiche il latte rappresenta per eccellenza l’alimento primordiale di tutti i mammiferi, costituisce l’unica fonte energetica e di nutrienti nel neonato, favorendo la crescita corporea. Il latte, però. è l’alimento destinato all’accrescimento e non all’età adulta! Non è essenziale dopo lo svezzamento, pertanto andrebbe consumato in piccole quantità.

Recentemente stanno avendo grande successo di mercato delle bevande vegetali, impropriamente chiamate “latte”, derivate da soia e riso (le più consumate) ma anche da mandorla, avena e kamut. Sono prive di colesterolo, così come di lattosio e caseina e sono povere di proteine, vitamine e sali minerali.

Quali sono le proprietà delle bevande vegetali? Scopriamole nel dettaglio.

 

  • Latte di soia: meno calorico del latte vaccino, ricco in proteine a buon valore biologico, buon contenuto di grassi insaturi e isoflavoni. Contiene fibre, vitamine A, E, B e minerali. Costituisce una valida alternativa al vaccino soprattutto per chi ha un alto rischio cardiovascolare. Consigliato per i diabetici, dato il suo indice glicemico basso.
    Il latte di soia può essere preparato in casa, mettendo semplicemente in ammollo, in acqua abbondante, i fagioli di soia gialla. Dopo 12 ore, scolare e frullare l’acqua ottenuta. Far bollire per 20 minuti il liquido mescolando ogni tanto ed infine filtrare il liquido attraverso un telo.
  • Latte di riso: ricco in zuccheri semplici (controindicato per i diabetici), povero di proteine, grassi polinsaturi, fibre, minerali, vitamine.
    È possibile prepararlo in casa mettendo a bollire il riso con 10 parti d’acqua e successivamente filtrando con un colino il liquido ottenuto. Non contenendo glutine, è consigliato per i celiaci.
  • Latte d’avena: poco calorico, limitato contenuto di grassi e proteine, buon contenuto di fibre, vitamina E, acido folico e zuccheri semplici. Ha un indice glicemico più basso del latte di riso.
  • Latte di mandorla: si ricava mettendo in ammollo, per tutta la notte, le mandorle tritate. Dal punto di vista nutrizionale è simile a quello di soia, ha un buon contenuto di grassi insaturi, antiossidanti, minerali; contiene calcio, per questo può essere indicato per chi soffre di osteoporosi o per i bambini e, non contenendo isolavo,i è consigliabile per chi soffre di squilibri ormonali.
  • Latte di cocco: buon contenuto proteico, ricco in fibre, molto nutriente e calorico, contiene molti grassi.

Perché consumare una bevanda vegetale?

Per un consumo consapevole bisognerebbe riflettere sulle reali necessità di utilizzo di questi “latti” alternativi, senza essere condizionati da mode, pubblicità o false credenze. A contribuire notevolmente alla loro vendita, infatti, non è solo l’alta diffusione di vegetariani, vegani e intolleranti al lattosio, ai quali è inibito il consumo di latte animale, ma la falsa percezione che si tratti, appunto, di latte, con le stesse proprietà nutrizionali, organolettiche e un minor apporto calorico.

Non è così: si tratta di due alimenti diversi. Ecco perché, in caso di consumo infantile di bevande vegetali in sostituzione del latte vaccino, è importante consultare uno Specialista che saprà indicarvi le opportune integrazioni.

Dr.ssa Angela Valentino, Biologa Nutrizionista,
Ambulatorio di Psico-Nutrizione, IRCCS MultiMedica